Ippocrate, il padre della Medicina, considerava la luce solare, insieme ad altri fattori ambientali come la temperatura, un fattore determinante per la salute della popolazione.
E la luce del sole è, come noto, di primaria importanza per sincronizzare i nostri ritmi biologici.
Numerosi fenomeni biologici della nostra vita, infatti, si ripetono regolarmente nel tempo, sia pure con un periodismo diverso che può andare dal ciclo mensile degli ormoni femminili a quello giornaliero di numerosi fenomeni quali la frequenza cardiaca o la pressione arteriosa.
Si definiscono appunto circadiani quei fenomeni il cui periodismo dura 24 ore. Tali processi biologici sono governati da una specie di “orologio biologico” situato a livello dell’ipotalamo (nel cervello) che sincronizza numerosi “orologi periferici” presenti in tutto il nostro organismo.
Il sonno gioca un ruolo di primaria importanza nel mantenimento dei ritmi circadiani e nell’omeostasi cardiovascolare. Durante il sonno, quando le richieste dell’organismo sono minori, prevale a livello neurologico la dominanza del sistema nervoso parasimpatico che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Di giorno invece, quando le richieste sono maggiori, prevale il sistema nervoso simpatico che aumenta frequenza e pressione per soddisfare tali richieste.






