Buona parte dei fenomeni biologici della nostra vita si ripete regolarmente nel tempo, sia pure con un periodismo diverso. Le mestruazioni, per esempio, hanno un ciclo mensile, regolate da ormoni che si alternano nel mese, mentre la pressione varia nell'arco della giornata. Si definiscono circadiani quei fenomeni il cui periodismo è di circa 24 ore.

La pressione, ad esempio, ne può risentire in maniera importante. Normalmente aumenta rapidamente al mattino, raggiunge il picco nel pomeriggio e diminuisce la notte di almeno il 10% durante il sonno. Una diminuzione della pressione notturna inferiore al 10% rispetto alla diurna è associata ad un aumento del rischio cardiovascolare di circa il 15%. Rischio che è ancora più alto (fino al 25%) in pazienti che soffrono di ipertensione.

Questo dato è importante in particolare per coloro che svolgono lavori notturni o su turni diversi. Anche l'orario dei pasti può influire, poiché pasti regolari più o meno allo stesso orario favoriscono un migliore controllo pressorio.

I ritmi circadiani regolano il metabolismo, il dispendio energetico e l'appetito che sono fondamentali per il mantenimento di un peso sano, per cui una modifica di tali ritmi si accompagna spesso a obesità. Arman Arab dell'Harvard Medical School di Boston ha dimostrato che una variazione degli orari del sonno tra giorni di lavoro e giorni liberi è associato ad un rischio maggiore del 23% di sviluppare obesità.