L'ora più a rischio per l'infarto, il mattino. Quando si passa dal riposo notturno alla vita normale. Ecco perché.
Numerosi fenomeni biologici della nostra vita si ripetono regolarmente nel tempo. Ad esempio le mestruazioni hanno un periodo di 28 giorni, regolate da ormoni che si alternano nel mese, mentre la pressione varia nelle 24 ore della giornata. Si definiscono circadiani quei fenomeni il cui periodismo dura 24 ore. Questi processi biologici sono governati da una specie di "orologio biologico" situato a livello dell'ipotalamo (nel cervello) che sincronizza "orologi periferici" presenti virtualmente in tutto l'organismo. In un numero dell'European Heart Journal, Ilse K. Kelters ed i suoi colleghi del Department of Cardiology and Division of Heart and Lungs dell'University Medical Center of Utrecht ( Olanda) hanno analizzato numerosi studi sui ritmi circadiani ed hanno valutato l'influenza di tali ritmi sullo sviluppo di patologie cardiovascolari.
Tra quelli indubbiamente positivi c'è che lo studio dei ritmi biologici ci permette di effettuare una "crono-terapia" in grado di migliorare l'efficacia dei farmaci correlati alla fluttuazione circadiana del nostro organismo.
Professore di Cardiologia






