Non riuscite a prendere sonno sempre alla stessa ora e il risveglio è irregolare? Andate frequentemente incontri a pause nel sonno che, spesso, vi fanno svegliare, per poi riappisolarvi? Parlatene con il medico, specie se soffrite di scompenso cardiaco. Perché il sonno irregolare potrebbe diventare una sorta di barometro del rischio di andare incontro a nuovi eventi clinici nei sei mesi successivi per chi fa i conti con l’insufficienza cardiaca.

A sancire l’importanza del controllo del ritmo e della qualità del riposo notturno in questi pazienti è una ricerca coordinata da Brooke Shafer, professore dell'Oregon Health & Science University, condotta su persone con scompenso in fase di recupero. Lo studio, pubblicato su JACC (Journal of American College of Cardiology) Advances, dimostra che un sonno anche solo moderatamente irregolare raddoppia il rischio di un altro evento clinico come accesso al pronto soccorso, ricovero in ospedale o addirittura decesso entro sei mesi.

Insomma, che siate gufi che si coricano tardi o allodole che si svegliano presto, non rompete i ritmi. E aiuterete il cuore.

Insonni, volete ridurre il rischio d’infarto, ictus e aritmie? Dormite fino a tardi nel fine settimana