Roma, 3 mar. (askanews) – Il benessere mentale delle donne è profondamente connesso alla fase biologica della vita che stanno attraversando: un ciclo mestruale irregolare, terapie farmacologiche e momenti fisiologici come la perimenopausa e la menopausa possono incidere in modo significativo sull’equilibrio emotivo, amplificando pressione e senso di sopraffazione. Eppure, troppo spesso, salute mentale e dimensione biologica vengono affrontate come ambiti distinti e la loro relazione viene sottostimata, quando invece le evidenze mostrano quanto siano strettamente intrecciati lungo tutto l’arco della vita. Questo è quanto emerge dalla nuova indagine di Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, realizzata con Dynata su un campione di 1.001 donne italiane tra i 18 e i 60 anni. I dati, informa una nota, evidenziano un punto centrale: negli ultimi 30 giorni, oltre 1 donna su 3 dichiara di essersi sentita spesso o molto spesso emotivamente sopraffatta e in questo le variazioni ormonali e fisiologiche sembrano giocare un ruolo rilevante – anche se raramente vengono considerate nella loro dimensione emotiva.

Quando il ciclo non è regolare: l’impatto sulla salute mentale Se il carico mentale è una costante trasversale, lo stato biologico rappresenta un fattore che può amplificare la vulnerabilità emotiva. Tra le donne con ciclo mestruale irregolare o che assumono farmaci che incidono sull’assetto ormonale, la difficoltà nella gestione quotidiana delle emozioni cresce in modo significativo: circa il 36% dichiara di non riuscire a gestirle, con un divario di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media della popolazione femminile (27,1%).