Quante volte non riusciamo ad addormentarci e non sappiamo cosa fare? Sono 12 milioni gli italiani con u disturbo del sonno e uno su 4 soffre di insonnia.

All’improvviso però, dopo ore passate a cercare l’ambito riposo, capita di crollare. La transizione dalla veglia al sonno per il nostro cervello è tutt'altro che dolce: avviene in modo rapido, dopo un brusco cambiamento nell'attività elettrica dei neuroni che si verifica 4 minuti e mezzo prima dell'addormentamento vero e proprio.

Lo studio

Quel fatidico punto di svolta può essere riconosciuto nell'elettroencefalogramma e permette di prevedere con precisione quando inizierà il sonno: un'informazione utile per diagnosticare e trattare disturbi come l'insonnia e per sviluppare tecnologie che possano avvisare i conducenti in caso di sonnolenza al volante. Potrebbe perfino contribuire a monitorare meglio l'anestesia e fungere da indicatore della salute cerebrale, come dimostra uno studio dell'Imperial College di Londra pubblicato su Nature Neuroscience.

La ricerca ha utilizzato elettroencefalogrammi notturni di oltre mille volontari. I dati raccolti, rielaborati matematicamente in un grafico, rappresentano l'attività cerebrale come una sorta di pallina che rotola lungo un pendio che diventa improvvisamente ripido. Grazie a questo modello, basta registrare l'attività cerebrale di una persona per una notte per poter poi prevedere i tempi del sonno nelle notti successive con una precisione del 95% e un margine di errore di appena 49 secondi.