“Il termine ‘palliativo’ deriva dal latino ‘mantello’. Come un mantello, infatti, le cure palliative avvolgono, proteggono il paziente dalla sofferenza migliorando la sua qualità di vita, anche quando non c’è possibilità di guarigione”. Francesca Crippa Floriani è vicepresidente della Fondazione Floriani ETS che in questi giorni compie cinquant’anni. La Fondazione è un ente apolitico, aconfessionale, senza fini di lucro e con l’obiettivo di diffondere e applicare le cure palliative, che affrontano tutti gli aspetti della sofferenza del malato, non solo fisico. “Siamo nati per iniziativa di Virgilio Floriani, un ingegnere e imprenditore delle telecomunicazioni”, racconta Francesca Crippa Floriani. “Nel 1976 si ammala suo fratello di un osteosarcoma, i dolori sono enormi, e lui si rende conto che non esiste alcun accompagnamento o assistenza, anzi la parola cancro era innominabile. Da lì nasce, insieme alla moglie Loredana Carbone e al Dr Vittorio Ventafridda, primo direttore scientifico, l’idea di una Fondazione totalmente filantropica e che è diventata un vero e proprio modello e ispirato la normativa attuale. In questi 50 anni la Fondazione Floriani ETS ha favorito l’assistenza e la cura a oltre 100mila persone a Milano, nei Comuni limitrofi e in alcune Province della Lombardia, attraverso il supporto a più di 15 Unità di Cura. Attualmente sostiene economicamente e operativamente 4 Unità di Cure Palliative Domiciliari, Ospedaliere e 2 Hospice”.
Cure palliative: l'Italia ha una legge d'eccellenza, ma non ovunque si applica
La Fondazione Floriani compie 50 anni: cure palliative, diritti e dignità per oltre 100mila persone. Ma la legge 38 va applicata in tutte le Regioni.











