«Cinquant’anni di storia possono cambiare il modo di curare, di accompagnare, di guardare alla fragilità umana». È quanto si legge in una nota stampa diffusa dalla Samot in occasione del 50° anniversario della Fondazione Floriani. Samot, prosegue il comunicato, «si unisce a questo importante momento celebrativo e di riflessione scientifica, culturale e umana sulle cure palliative. Per noi non si tratta soltanto di un anniversario prestigioso. La storia della Samot nasce anche da quel pensiero, da quella visione e da quell’esperienza pionieristica che Virgilio e Loredana Floriani insieme a Vittorio Ventafridda hanno saputo costruire in Italia, quando parlare di cure palliative significava spesso andare controcorrente».La memoria, continua, «ci riporta a quegli anni in cui si decise di fondare la Samot, e tra le prime persone che incontrammo vi furono proprio Virgilio e Loredana Floriani. Da loro ricevemmo incoraggiamento, motivazione e la spinta necessaria per proseguire lungo quella strada difficile ma necessaria che ci porterà a fondare la Samot e restituire dignità, cura e vicinanza alle persone più fragili.
Da allora, la Fondazione Floriani ha sempre rappresentato per Samot un modello di riferimento, non solo organizzativo e scientifico, ma soprattutto umano ed etico. Un esempio coerente di difesa dei diritti, della dignità della persona e del valore profondo delle cure palliative».Samot seguirà con partecipazione il convegno scientifico 50 anni di attività di Fondazione Floriani Ets, in programma oggi (22 maggio) a Milano presso Palazzo Marino con tutte le autorità e domani (sabato 23 maggio) presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con un programma scientifico di altissimo profilo dedicato alla medicina della complessità, alla fragilità, ai diritti, alla ricerca e al futuro delle cure palliative.











