In Italia solo un terzo degli adulti bisognosi di cure palliative riesce ad accedervi in modo tempestivo. I dati peggiorando ancora per quanto riguarda i pazienti pediatrici: solo un quarto dei minori accede a trattamenti appropriati.Dati da tenere a mente in vista della Giornata nazionale del sollievo, che ricorre domenica 31 maggio e che si propone di promuovere e testimoniare l’importanza delle cure in grado di dare sollievo alla sofferenza fisica e morale dei malati terminali. Dove non c’è cura, ci può essere sollievo e dignità. La Giornata è stata istituita nel 2001 con un direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Salute pro tempore Umberto Veronesi, ed arriva oggi alla sua 25esima ricorrenza, con un motto più che mai centrale: “Io mi prendo cura”. La Fondazione Gigi Ghirotti, tra i promotori della Giornata insieme al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, attraverso il lavoro dell’“Osservatorio volontario per il monitoraggio delle cure palliative e terapia del dolore”, rileva un incremento di richieste di aiuto in particolare da persone colpite da tumore sotto i quarant’anni di età: due su tre denunciano solitudine e difficoltà di accesso ai servizi mentre resta alta la percentuale di persone affette da patologie croniche o degenerative che dichiara di non ricevere assistenza adeguata. Tra le lacune da colmare ci sono proprio quelle del supporto psicologico ospedaliero e della “scarsa attenzione alla dimensione spirituale della persona”. L’impegno della Fondazione va in questa direzione grazie al lavoro del Centro di ascolto nazionale che offre telefonicamente, in maniera del tutto gratuita, sostegno psico-oncologico. Il numero telefonico 06-8416464 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.L’appello della Fondazione è affinché le istituzioni concretizzino il processo di umanizzazione delle cure come sancito dal nuovo Piano Nazionale delle Cronicità del 2025, rendano le associazioni di tutela delle persone con malattie croniche e le loro famiglie partecipi ai processi decisionali del Dicastero, monitorino lo stato di attuazione dei piani di potenziamento delle reti di cure palliative incluse nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e accelerino l’approvazione della proposta di legge all’esame del Parlamento che promuove il valore della dimensione spirituale della cura all'interno delle reti di cure palliative.Mentre si avvicina la scadenza posta dalla Legge di Bilancio 2023, che obbliga ogni Regione e Provincia autonoma a raggiungere il 90% della popolazione bisognosa di cure palliative entro il 31 dicembre 2028, si è invece ancora ben distanti, come già visto, dalla piena equità di accesso alle cure.