«Io mi prendo cura» è il messaggio della XXV giornata nazionale del sollievo che si celebra domenica 31 maggio. L’iniziativa vuole promuovere una cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale per tutti coloro che sono alle prese con malattie inguaribili, ma non per questo incurabili. Istituita nel 2001, la giornata è figlia dell’impegno che dal 1975 conduce la Fondazione Gigi Ghirotti onlus, nata dalla volontà di mantenere vivo il ricordo del giornalista, morto di tumore e autore di reportage sulle condizioni di emarginazione vissute negli ospedali soprattutto dai malati gravi. Ecco perché la giornata, ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci «ci vede tutti impegnati nel dare concretezza al messaggio di Gigi Ghirotti che richiamava l’attenzione sulla necessità di dare un volto sempre più umano al Servizio sanitario nazionale». Il titolo "Io mi prendo cura" osserva il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli «richiama il cuore stesso della professione medica. Il medico non cura soltanto una malattia: si prende cura della persona nella sua interezza, della sua sofferenza fisica, psicologica, morale, spirituale».Infatti il prendersi cura è un atteggiamento che non può mancare mai soprattutto nelle professioni sanitarie, ma anche da parte di tutti coloro che sono vicini alle persone che soffrono, siano essi familiari, volontari o cappellani. Il tema dell’umanizzazione è al centro degli obiettivi delle cure palliative, vero snodo del sollievo fisico, psichico, spirituale, che la giornata sottolinea. Enti promotori sono il ministero della Salute, la Fondazione Gigi Ghirotti e la Conferenza delle Regioni e Province autonome, con l’adesione di: Ufficio nazionale di Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana, Associazione medici cattolici italiani (Amci), Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris), Società italiana cure palliative (Sicp), Federazione cure palliative (Fcp), Federazione Terzo settore Lazio, Federsanità, Anci, Fiaso, Fnomceo, Fnopi, Fofi, Fimmg, Federfarma.In Italia la legge 38/2010 ha promosso la diffusione delle cure palliative, ma lo stesso ministro ammette che c’è ancora da lavorare «per ridurre le persistenti disparità territoriali». La Fondazione Ghirotti ricorda che solo un terzo degli adulti che ne hanno bisogno riesce a ottenere in modo tempestivo le cure palliative. Situazione ancora peggiore in ambito pediatrico dove solo un minore su 4 accede a cure palliative adeguate. Se la legge 38 La Legge 38 «ha rappresentato - commenta Anelli - una conquista di civiltà, riconoscendo il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, questo diritto deve essere garantito concretamente, ovunque, senza differenze tra territori, tra ospedale e domicilio, tra centro e periferia. Il sollievo non può dipendere dal luogo in cui si vive».Pertanto la Fondazione Ghirotti rivolge un appello alle istituzioni perché si concretizzi il processo di umanizzazione delle cure, come sancito dal nuovo Piano nazionale delle cronicità; si attui la partecipazione attiva delle associazioni di tutela delle persone con malattie croniche e delle loro famiglie ai processi decisionali del ministero della Salute; si monitori lo stato di attuazione dei piani di potenziamento delle reti di cure palliative incluse nei Lea; si acceleri l’approvazione della proposta di legge (n.2659/2025) che promuove il valore fondamentale della dimensione spirituale della cura all’interno delle reti di cure palliative.
Cure palliative, occorre ridurre le disparità territoriali
Domenica la "Giornata nazionale del sollievo". La Fondazione Gigi Ghirotti: si concretizzi il Piano nazionale delle cronicità. Il ministro Schillaci: impegnati a dare un volto sempre più umano al Servizio sanitario nazionale












