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I lavori al convegno di Villa Bertelli sulle Apuane promosso da Legambiente, insieme ad Arci, Cai, Cgil e Wwf

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità e della Giornata europea dei parchi, Legambiente, insieme ad Arci, Cai, Cgil e Wwf, ha promosso un convegno dedicato al futuro delle Alpi Apuane. L’iniziativa, dal titolo ’A 10 anni dagli Stati generali di Pietrasanta: superare il modello estrattivista per un’economia basata sulla natura e sul lavoro delle comunità’, è andata in scena nell’aula della Fondazione Villa Bertelli, a Vittoria Apuana, con il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi. "Gli Stati generali di Pietrasanta del maggio 2016 – affermano i promotori dell’iniziativa – erano terminati con la sottoscrizione del ’Manifesto per le Alpi Apuane’ che, già 10 anni fa, sottolineava la costante crescita dell’escavazione, il forte calo occupazionale del settore lapideo e la progressiva perdita di identità delle comunità locali. Si chiedeva una ’rinascita’ della montagna apuana, fondata sulla riduzione delle attività estrattive, sul turismo sostenibile, su un deciso rilancio dell’agricoltura e delle economie locali, sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione culturale del territorio e dell’ecosistema locale, veri e propri beni comuni da proteggere per le generazioni future. Quella di Villa Bertelli è stata quindi un’importante occasione per fare il punto sullo stato delle politiche ambientali e socio-economiche nelle Apuane, che dopo 10 anni non sono affatto migliorate, ma anche e soprattutto per rilanciare una riflessione e una progettualità condivisa su modelli di sviluppo alternativi, capaci di coniugare tutela della biodiversità, qualità del lavoro e benessere duraturo delle comunità locali". "Con questo incontro non abbiamo voluto celebrare una presunta unità d’intenti del passato, ma concentrarci seriamente sulle cose da fare subito se vogliamo davvero salvare le Apuane – dichiarano all’unisono i presidenti di Legambiente Fausto Ferruzza (Toscana), Riccardo Cecchini (Versilia), Francesco Rossi (Massa e Montignoso), Mariapaola Antonioli (Carrara) e Luigi Ringozzi (Lunigiana) –. Una discussione quindi tutto fuorché di facciata, con una decisa declinazione al tempo futuro. Un Parco che faccia il Parco, un ecosistema che viva di nuove economie e che si affranchi finalmente dalla monocultura estrattivista, un lavoro che torni finalmente al centro della scena politica, col suo protagonismo e la sua dignità inderogabili. Ecco spiegate le nostre ragioni e la solida rete delle nostre alleanze". I lavori sono stati aperti da Fausto Ferruzza, con una relazione sul ’Manifesto per le Alpi Apuane dieci anni dopo: permanenze, criticità, prospettive’, mentre Fabrizio Cinquini, architetto pianificatore, è intervenuto sul tema ’Il Piano integrato del Parco regionale delle Alpi Apuane: la sfida dell’integrazione tra pianificazione e programmazione socio-economica’. A concludere la prima sessione è stato Tommaso Luzzati del Dipartimento di Economia dell’università di Pisa con ’Un’economia nelle Alpi Apuane basata finalmente sulla natura e sul lavoro’. Quindi si è sviluppato un dibattito con la partecipazione di rappresentanze istituzionali, associative e sindacali: Gianni Lorenzetti, presidente della commissione regionale Ambiente, Andrea Tagliasacchi, presidente del Parco delle Apuane, Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del Wwf Italia, Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana, Benedetta Barsi, presidente Gruppo regionale Cai Toscana e Ildo Fusani per Arci Toscana. Le conclusioni sono state affidate a Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, che ha tirato le fila di questo importante appuntamento per rilanciare il confronto sul futuro delle Alpi Apuane e costruire percorsi quanto più condivisi verso un modello di sviluppo "più giusto e sostenibile. Un futuro che dovrà fondarsi ragionevolmente sul ripristino della natura".