Il futuro delle Apuane? Dovrà fondarsi ragionevolmente sul ripristino della natura. E’ la conclusione del convegno che si è tenuto in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata europea dei Parchi, promosso da Legambiente, insieme ad Arci, Cai, Cgil e Wwf. L’iniziativa “A 10 anni dagli Stati Generali di Pietrasanta: superare il modello estrattivista per un’economia basata sulla natura e sul lavoro delle comunità” si è tenuta a Villa Bertelli ed è stata quindi un’importante occasione per fare il punto sullo stato delle politiche ambientali e socio-economiche nelle Alpi Apuane ("che purtroppo dopo dieci anni non sono affatto migliorate"), ma anche e soprattutto per rilanciare una riflessione e una progettualità condivisa su modelli di sviluppo alternativi, capaci di coniugare tutela della biodiversità, qualità del lavoro e benessere duraturo delle comunità locali. Frenando l’escavazione. "Con questo incontro – dichiarano Fausto Ferruzza presidente di Legambiente Toscana; Riccardo Cecchini presidente Legambiente Versilia; Francesco Rossi presidente Legambiente Massa & Montignoso; Mariapaola Antonioli presidente Legambiente Carrara e Luigi Ringozzi presidente Legambiente Lunigiana – non abbiamo voluto celebrare una presunta unità d’intenti del passato, ma concentrarci seriamente sulle cose da fare subito se vogliamo davvero salvare le Apuane. Necessario costruire percorsi condivisi verso un modello di sviluppo più giusto e sostenibile. Una discussione quindi tutto fuorché di facciata, con una decisa declinazione al tempo futuro. Un Parco che faccia il Parco, un ecosistema che viva di nuove economie e che si affranchi finalmente dalla monocultura estrattivista, un lavoro che torni finalmente al centro della scena politica, col suo protagonismo e la sua dignità inderogabili".
Quale futuro per le Alpi Apuane?: "Necessario frenare l’escavazione"
Convegno degli ambientalisti: "In dieci anni le politiche socio-economiche non hanno portato miglioramenti"
Convegno Legambiente sulle Alpi Apuane: frenare escavazione, transitare a economy su natura. Transizione da monocultura estrattivista a rigenerazione riflette pressione ESG globale, impatta policy territoriale e scelte investitori.









