HomeMassa CarraraCronacaApuane, progetti di ’ripristino ecologico’Sono dell’associazione Apuane Libere che incalza Parco e Regione sul piano imposto dal regolamento europeoUna recente manifestazione sulle Apuane delle associazioni ambientaliste contro l’attività estrattivaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe Apuane come simbolo della rigenerazione ambientale prevista dall’Europa. Mentre Bruxelles apre la strada a interventi di recupero degli ecosistemi, sul territorio si attende la posizione delle istituzioni. A sollevare il caso è l’associazione Apuane Libere, che punta il dito contro Regione e Parco delle Alpi Apuane chiedendo conto delle iniziative nell’ambito della nuova ‘Nature Restoration Law’. Il regolamento europeo impone agli Stati membri di elaborare un piano nazionale di ripristino della natura, destinato a recuperare habitat compromessi, sistemi idrici e aree degradate. L’Italia sta costruendo il proprio piano attraverso una consultazione pubblica coordinata dal ministero dell’Ambiente.

Apuane Libere ha inviato al Ministero alcune proposte tecniche con documentazione dettagliata per dieci aree delle Apuane. Dall’Altissimo al Corchia, dalla Valle di Arni a Orto di Donna, fino ai comprensori di Tambura-Sella e Acqua Bianca-Carcaraia. Le schede individuano criticità ambientali legate ad attività estrattive, degrado degli habitat, alterazioni del reticolo idrico e perdita della vegetazione. Si chiedono interventi concreti e misurabili: rinaturalizzazione delle aree compromesse, recupero morfologico dei versanti, protezione delle sorgenti, ripristino dei corsi d’acqua e monitoraggi ambientali programmati. Proprio per questo, sostengono dall’associazione, sorprende l’assenza di un confronto pubblico promosso dalle istituzioni.