di
Willy Reggioni*
Si conclude in agosto il progetto avviato nel 2022 in cinque zone d’Italia trattate con sementi ad hoc per il clima locale e attrattive per gli impollinatori, in accordo con aziende agricole, apicoltori, associazioni, aree protette, ambientalisti, Comuni e scuole *Responsabile Servizio conservazione della natura Parco Appennino tosco emiliano
Che il «verde» rappresenti la nostra migliore strategia di adattamento climatico e di contrasto alla perdita di biodiversità dovrebbe essere un dato acquisito. Sotto la categoria «verde» c’è un mondo, dalle grandi foreste equatoriali, veri e propri polmoni della Terra, ai giardini urbani più o meno grandi fino ad arrivare ai prati fioriti e alle siepi alberate che, in particolare, costituiscono una soluzione semplice ma ad alto valore ecologico, capace di integrare funzioni ambientali, paesaggistiche e sociali in contesti urbani, agricoli e periurbani. È in questo quadro che si è inserito il progetto Life BeeAdapt, cofinanziato dal programma Life dell’Unione Europea, e coordinato dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che si sta attuando in 5 diverse aree italiane (naturali, seminaturali, urbane e a vocazione agricola) pensato per favorire l’adattamento degli insetti impollinatori al cambiamento climatico realizzando habitat favorevoli, la diffusione di pratiche di gestione sostenibile del verde e strumenti di governance multilivello. I prati fioriti assumono un ruolo strategico, perché aumentano la disponibilità di nettare e polline per impollinatori selvatici e per le api da miele, migliorano la connettività ecologica tra habitat frammentati; riducono l’erosione del suolo e aumentano la capacità di infiltrazione dell’acqua; contribuiscono alla mitigazione delle isole di calore urbane; valorizzano il paesaggio e la qualità estetica degli spazi pubblici. Abbiamo realizzato prati e bordure fioriti e siepi alberate, e installato siti di riproduzione e riparo (bee-hotel e cassette nido) cercando di creare habitat stabili e continui capaci di sostenere le popolazioni di api selvatiche, bombi e altri insetti pronubi durante tutto il ciclo stagionale. Per i prati fioriti sono stati selezionati dei miscugli di sementi di specie autoctone e a diversa fenologia, si è preparato il terreno di semina con minime lavorazioni (semina su sodo) e adottato tecniche di gestione differenziata dello sfalcio (sfalcio ritardato). In particolare, è stato privilegiato l’utilizzo di specie autoctone, adattate alle condizioni climatiche locali e molto attrattive per gli impollinatori a partire da un Abaco di specie selezionate dall’Università di Camerino. Sono state inoltre condotte vere e proprie campagne di sensibilizzazione di cittadini, tecnici e amministrazioni locali. Il progetto è partito nel settembre 2022 e si concluderà il prossimo agosto. I risultati ottenuti in questi quattro anni dalla realizzazione dei prati fioriti sono molteplici. Abbiamo firmato oltre 140 patti con aziende agricole, apicoltori, associazioni di categorie, aree protette, associazioni ambientaliste, comuni, Unioni di comuni e scuole; siglato 35 «Accordi di custodia»; realizzato circa 33 ettari di prati fioriti con circa 20 ettari di prati a sfalcio ritardato e 3 ettari di castagneto recuperato; messo a dimora più di settemila tra piante e arbusti melliferi, installato 65 «Bee hotel», creato 442 alberi-habitat, posizionato 160 nidi per impollinatori. Dal punto di vista ecologico questi interventi hanno certamente contribuito a favorire l’adattamento degli insetti impollinatori al cambiamento climatico, oggi ancora fortemente minacciati anche dalla frammentazione degli habitat, dall’agricoltura intensiva e dall’utilizzo di fitofarmaci in buona parte del nostro Paese. Sul piano sociale e culturale, i prati fioriti hanno favorito la realizzazione di attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale, la partecipazione dei cittadini nonché la riqualificazione estetica degli spazi pubblici urbani e periurbani. Una strategia efficace e concreta per promuovere il valore della biodiversità, la necessità di favorire la resilienza climatica di ecosistemi naturali e agro-ecosistemi, la qualità ambientale dei territori. *Responsabile Servizio conservazione della natura Parco Appennino tosco emiliano














