Spalletti si mette il casco da pompiere, d’altronde per tutta la settimana in casa Juve di fuochi naturali ne sono spuntati diversi. Provando a mettere in chiaro tutta una serie di posizioni, sue e della società. Sempre con qualche «però», tra le righe ma non troppo, che lascia ancora tutto aperto. E fa capire come ci siano delle condizioni nette da parte sua per poter voltare pagina e iniziare a scrivere un nuovo capitolo della storia con la Juve: quello che rischia di essere senza Champions ma che dovrà comunque vedere i bianconeri tornare a lottare per lo scudetto. La mezza verità di Spalletti In ordine sparso, prima di tutto Spalletti ha puntualizzato di non aver mai pensato davvero alle dimissioni: «Non mi è mai passato per la testa. Prima firma, firma, firma e poi adesso dimissioni, dimissioni, dimissioni. Non ho chiesto di parlare con Elkann, era tutto programmato». Però, si è messo in discussione lasciando la decisione su un eventuale cambio in panchina al club: «Dopo un risultato così semmai passa per la testa il mettersi a disposizione della società che poi fa come vuole», il racconto del tecnico. Che poi analizza il rapporto diretto con l’ad Damien Comolli: «È semplice. Siamo insieme, parliamo, come fatto ieri a pranzo o giovedì mattina in ufficio quando è arrivato alle 8,30, io invece sono sempre lì prima delle 8. Ci confrontiamo sui momenti». Qualcosa da registrare sulle competenze però c’è: «Nel rapporto tra me e lui diventa fondamentale capire che io voglio partecipare alla creazione della squadra. Se ci si scontra è per una Juve più forte». E alla fine Spalletti traccia una linea: «Non ci saranno cambiamenti, non aspettateveli. Con la società c'è l’intenzione di andare avanti insieme. Ho fiducia nel club e il club la sta dimostrando a me». Però c’è sempre qualcosa che fa capire come possa succedere di tutto: «Dal mio punto di vista, se non mi verrà detto qualcosa che non so, è tutto a posto». Verso il derby, Vlahovic a rischio In tutto questo c’è ancora una partita da giocare e ci sono ancora delle speranze - seppur minime - di andare in Champions. Anche se «programmare significa avere il coraggio di andare oltre il risultato», lo Spalletti pensiero resiste nonostante in realtà i giudizi finali passeranno anche da come la Juve riuscirà a concludere questo campionato. Il derby è sempre il derby, questa volta pesa molto di più nello spogliatoio bianconero, servono risposte importanti e farsi trovare impreparati all’imponderabile sarebbe sportivamente devastante: per la Champions serve una vittoria questa sera, unita alle sconfitte di almeno due tra Milan, Roma e Como. Non succede, ma se succede la Juve deve essere capace di approfittarne. Con Spalletti che dovrà però rinunciare alla sua spina dorsale: Bremer squalificato, Yildiz infortunato, Thuram a disposizione ma in dubbio. Non solo, anche Vlahovic è ora a forte rischio per il riacutizzarsi di un fastidio muscolare. Sarà un derby diverso, in casa Juve anche stasera tutti si giocano tutto.