La Juventus è entrata in una crisi profonda dopo il ko con la Fiorentina che ha quasi compromesso la qualificazione alla prossima Champions League. Spalletti riflette sul proprio futuro, Comolli è sempre più in bilico e John Elkann ha congelato ogni decisione fino al derby col Torino.
La Juventus è entrata nella settimana più delicata della sua stagione con la sensazione di aver buttato via tutto proprio sul più bello. Il ko contro la Fiorentina ha fatto scivolare i bianconeri dal terzo al sesto posto e ha trasformato la qualificazione alla prossima Champions League in un incastro complicatissimo: ora non basta più vincere il derby con il Torino, servono anche gli inciampi di chi sta davanti (almeno due tra Milan, Roma e Como).
Il problema, però, non è solo la classifica. Alla Continassa si respira un'aria pesante, quasi da resa dei conti. Luciano Spalletti, arrivato al posto di Tudor e convinto fino a pochi giorni fa di aver rimesso in piedi la stagione, è rimasto colpito soprattutto dal modo in cui la squadra si è sciolta nelle ultime due partite. Prima il pareggio scialbo con il Verona, poi la sconfitta con la Fiorentina: due gare, intervallate dal successo illusorio in casa del Lecce, in cui la Juve ha dato l'impressione di non avere coraggio, personalità e capacità di reggere il peso del momento. Spalletti riflette sul futuro: il derby può cambiare tutto Spalletti si è preso pubblicamente una parte di responsabilità per non essere riuscito a preparare mentalmente la squadra a una partita così importante. Ma il punto adesso è più profondo. Secondo quanto riportato da La Stampa, l'allenatore starebbe persino meditando le dimissioni, soprattutto se anche il derby con il Torino dovesse confermare il crollo emotivo visto contro la Fiorentina.












