L'inquietudine del tecnico va al di là del 4° posto. Si ricucirà lo strappo con Conte?
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Da lunedì in avanti, tutto potrà accadere in casa Juventus. Diciamo da martedì, per lasciare un giorno di decompressione all'intero ambiente. Che domenica sera, dopo il derby contro il Toro, potrebbe sprofondare in piena depressione: vincere l'ennesima stracittadina contro i granata potrebbe infatti non bastare per garantirsi l'accesso alla prossima Champions League nel caso in cui due squadre tra Milan, Roma e Como facessero bottino pieno. La Signora dovrebbe accontentarsi dell'Europa League, limitando le proprie ambizioni e vedendo peggiorare sensibilmente anche i propri conti che continuano a essere in rosso nonostante gli aumenti di capitale che Exor ha sempre garantito: tra il 2019 e il 2025 la società ha beneficiato di circa un miliardo di nuova liquidità, ma i risultati non sono stati pari alle attese e al momento il rischio di un nuovo flop va considerato enorme.
Trattandosi di un'azienda quotata in Borsa ed essendo di proprietà di una famiglia che al denaro ha sempre dato grande importanza, va da sé che il clima che si respira in questi giorni alla Continassa sia a dir poco pesante. Reso ancora più incerto dai dilemmi che Spalletti pare avere circa il proprio futuro, nonostante abbia recentemente firmato il prolungamento del contratto fino al 2028: non è un mistero che i suoi rapporti con il dg Comolli siano ai minimi termini, mentre è diventato particolarmente stretto quello con John Elkann e si è confermato di alto livello quello con Chiellini. Terminato il campionato, sarà proprio il numero uno di Exor a decidere il da farsi: molto dipenderà dal piazzamento ottenuto dalla squadra, ma la sensazione è che l'inquietudine dell'ex ct azzurro vada oltre l'eventuale quarto posto. Come già accaduto quando è arrivato a Torino, accettando l'iniziale offerta di un contratto poco più che semestrale, Spalletti non si trincererebbe dietro l'accordo in essere: semplicemente, potrebbe prendere il cappello e andarsene, deluso e perplesso circa le prospettive future di una squadra dimostratasi più vulnerabile e fragile di quanto si aspettasse. Se questo fosse lo scenario, la Juve avrebbe bisogno di un piano B in quattro e quattr'otto.













