E’ «nel segno della rinascita» e della speranza riposta sui giovani che si racchiude il senso della giornata di commemorazione della strage di Capaci. Lo stesso messaggio scelto per la mostra dei quadri degli Uffizi di Firenze danneggiati nell’esplosione del '93 per mano della mafia e per la prima volta adesso esposti nel 'museo del presentè gestito dalla Fondazione Falcone a Palermo. Speranza ma anche polemiche nel 34/mo anniversario della strage di Capaci del '92, quando il tritolo di Cosa nostra fece saltare in aria Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Le polemiche hanno investito la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo in riferimento ai dossier ancora aperti sulle stragi. E cresciute ora dopo ora. E’ stato il capo dello Stato Sergio Mattarella in mattinata il primo a dedicare parole ai giovani, sottolineando che la mafia «voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili». E che «l'eredità di Falcone e Borsellino - ha detto - costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani». Anche per la premier Giorgia Meloni le iniziative «non solo» servono «per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile». Il clima però, tra ricordi e riflessioni sulla lotta alla mafia, s'è scaldato in fretta: la prima polemica è stata innescata da un commento della presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo (FdI), arrivata alla cerimonia ufficiale a Palazzo Jung a braccetto con Maria Falcone e Lucia Borsellino. Rispondendo ai cronisti sulla presenza all’evento del collega di partito Gaetano Galvagno (FdI), alla guida del Parlamento siciliano e imputato a Palermo per corruzione, peculato e truffa, ha detto: "Non sono io a fare gli inviti, però io non ho fatto nemmeno eventi con il presidente Galvagno». Qualche ora dopo, mentre sfilava nel corteo organizzato da associazioni e movimenti il leader del M5s Giuseppe Conte, ha commentato: «Colosimo prenda le distanze da se stessa, non voglio inseguire prese di distanza dettate da motivi occasionali». Il secondo fronte polemico s'è acceso nel pomeriggio, stavolta con bersaglio Colosimo. A sollevarlo una installazione realizzata da un gruppo di giovani manifestanti con la scritta "traditori della patria, seduttori e corrotti», insieme alla frase «Chiara Colosimo fotografata sorridente insieme al busto di Mussolini, fotografata anche sottobraccio con Ciavardini ex appartenente ai Nar ed esecutore della strage di Bologna del 1980». E cartelli con la scritta «vogliamo la verità sulle stragi fasciste» e «fuori la mafia dallo Stato fascista», esposti lungo il percorso del corteo con 8mila persone in strada e le bandiere della Palestina. A fare scudo è stato il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, che parla di «un meschino attacco», certo che «Colosimo non si lascerà intimorire e continuerà a guidare con decisione e autorevolezza la Commissione». Anche il deputato e responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli ha preso posizione difendendo Colosimo. La lunga giornata di celebrazioni si era aperta con centinaia di studenti radunati provenienti da tutt'Italia radunati davanti al palazzo di giustizia per la manifestazione organizzata dalla Rete per la cultura antimafia nella scuola, dall’Ordine degli avvocati e dall’Anm di Palermo e con la deposizione di corone di alloro nella stele lungo l’autostrada da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del capo della polizia Vittorio Pisani e della presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo. Poi la celebrazione ufficiale a palazzo Jung con i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Alessandro Giuli, Andrea Abodi e le istituzioni locali. Quindi l’inaugurazione nel museo del presente dove oltre ai cimeli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ora sono esposti anche i quadri degli Uffizi. La segretaria del Pd Elly Schlein prima è andata nel quartiere Sferracavallo dove i commercianti hanno subito intimidazioni poi è arrivata col corteo all’albero Falcone e lungo il tragitto ha abbracciato e baciato Giuseppe Conte. Davanti la casa di Falcone e Morvillo alle 17.58, nell’orario esatto della deflagrazione in autostrada, le note del silenzio e la lettura dei nomi delle vittime delle stragi hanno chiuso le celebrazione ma non hanno spento le polemiche.