Per anni, le organizzazioni hanno ritenuto la collaborazione una conseguenza quasi automatica del talento individuale: si selezionano persone capaci, si investe sul leader, si lavora sulle competenze emotive dei singoli e ci si aspetta che il team di lavoro, a un certo punto, “funzioni”. La ricerca di Vanessa Druskat, autrice del saggio “L’intelligenza emotiva del team. Come creare gruppi dai risultati straordinari” (il Mulino, collana Guide), la cui edizione italiana è curata da Massimiliano Ghini, con prefazione di Daniel Goleman, avvia un cambio di paradigma. Non è il profilo del singolo, da solo, a determinare la qualità della performance collettiva: a fare la differenza, oggi, è il sistema di norme con cui il gruppo impara a lavorare. Investire sul singolo non basta più: occorre coltivare il contesto relazionale in cui il team prende forma, decide e apprende. Solo così si possono ottenere "risultati straordinari", come recita il titolo del libro.
Cos’è l’intelligenza emotiva del team? Come ci si ascolta? Come si gestisce il dissenso?
Partiamo da ciò che l’intelligenza emotiva del team - ampiamente descritta nel saggio di Druskat - non è: non è la semplice somma delle intelligenze emotive individuali. È, piuttosto, una proprietà del team: nasce dalle abitudini, dalle routine, da rituali e comportamenti che regolano la vita quotidiana del gruppo. Come ci si ascolta, come si gestisce il dissenso, come si rende utile il contributo di tutti, come si affrontano gli errori, come si costruisce responsabilità reciproca. Un tema rilevante, quest’ultimo, per il management, perché mostra come la qualità delle interazioni non sia un elemento accessorio, ma una leva concreta di performance. Quando la collaborazione non funziona, il costo si vede nella lentezza delle decisioni, nei passaggi fragili tra funzioni, nella conoscenza che non circola e nella dispersione del valore generato dalle competenze individuali. Al contrario, quando un team lavora bene, migliora la qualità delle decisioni, cresce la velocità di apprendimento e aumenta la capacità di affrontare problemi complessi senza perdere coerenza operativa.











