L’intelligenza artificiale sta ridefinendo modelli organizzativi, competenze e processi decisionali, ma la tecnologia da sola non basta più. Il vero vantaggio competitivo, oggi, dipende dalla capacità delle aziende di integrare innovazione tecnologica, capitale umano e flessibilità organizzativa. È questa una delle principali evidenze emerse dal report Deloitte Global Human Capital Trends 2026, realizzato da Deloitte con il coinvolgimento di oltre 9 mila leader aziendali, manager e professionisti provenienti da circa 90 Paesi e da tutti i principali settori produttivi. Secondo lo studio, sette leader su dieci ritengono che nei prossimi tre anni la competitività strategica sarà sempre più connessa alla capacità di lavorare in maniera più rapida e flessibile. L’obiettivo non è più soltanto aumentare l’efficienza attraverso l’AI, ma utilizzare l’intelligenza artificiale per creare nuovo valore, ripensando strutture, competenze e modelli di collaborazione. Più del 50% degli intervistati ritiene infatti che le funzioni aziendali debbano essere reinventate sia nella mission sia nelle competenze richieste, mentre la metà individua proprio nei vincoli organizzativi interni il principale ostacolo al superamento dei tradizionali confini aziendali. Il 66% riconosce la necessità di intervenire su questo fronte e oltre la metà delle aziende ha già avviato iniziative di trasformazione. Dal report emerge inoltre che l’AI consente di accelerare l’esecuzione delle attività, ma che il vero vantaggio competitivo si ottiene coordinando persone, capacità e risorse in tempo reale. In questa prospettiva, il 51% dei leader considera strategico il contributo della collaborazione tra persone e macchine nella pianificazione della forza lavoro. Nonostante questo, il 59% delle organizzazioni continua ad adottare un approccio all’intelligenza artificiale prevalentemente centrato sulla tecnologia, mentre solo il 14% dei leader ritiene di possedere competenze adeguate per gestire efficacemente le interazioni tra persone e sistemi intelligenti. Il report evidenzia anche un dato significativo sul ritorno degli investimenti: le aziende che affrontano la trasformazione mettendo al centro persone e competenze hanno molte più probabilità di ottenere benefici concreti dall’AI rispetto a quelle focalizzate esclusivamente sulla componente tecnologica. “Organizzare dati e tecnologia trasversalmente alle funzioni e rafforzare la responsabilità cross-funzionale è oggi una necessità”, spiega Matteo Zanza, Human Capital Leader di Deloitte Central Mediterranean. “Le aziende che daranno priorità agli investimenti sulle persone saranno quelle capaci di affrontare la prossima fase di crescita”. Secondo Zanza, l’attuale squilibrio degli investimenti, con il 93% delle risorse destinate alla tecnologia e appena il 7% alle persone, rischia di generare un debito culturale. Senza un’evoluzione del capitale umano, “l’innovazione tecnologica è destinata a produrre attrito organizzativo e deterioramento della fiducia”. Per Deloitte la sfida consiste nel costruire organizzazioni capaci di valorizzare pensiero critico, adattabilità e competenze umane, trasformando la cultura aziendale in un’infrastruttura strategica per la crescita del futuro.
Deloitte, con l’AI il vantaggio competitivo passa dalle persone - ANSAit - Ansa.it
Report Human Capital Trends 2026: competenze e cultura sono decisivi (ANSA)









