Gestire l’intelligenza artificiale all’interno delle imprese è la sfida industriale dei prossimi anni. In Italia, non tutti hanno ancora centrato il focus. Ne è convinto Floriano Masoero, 46 anni, amministratore delegato di Siemens Italia, la consociata del colosso tedesco leader globale dei sistemi industriali basati sull’intelligenza artificiale. Nella fabbrica di Earlingen, a un passo da Norimberga, spiega i progetti di Siemens e la situazione del sistema industriale italiano.
«Molte imprese – dice Masoero - attivano progetti pilota di Intelligenza artificiale ma poi non riescono a renderli scalabili. Siemens ha costruito un pacchetto con all’interno l’hardware e l’ambiente software che può essere continuamente aggiornato e scalato per la produzione industriale. E’ operativo da sei mesi e molte aziende italiane già lo utilizzano».
Qual è la differenza rispetto al passato?
I nuovi prodotti sono costruiti per essere inglobati nella suite che così viene aggiornata di continuo in base all’esperienza sul campo. E’ una rivoluzione rispetto al passato. Questo processo elimina la malattia, lo dico in modo ironico, che molte aziende hanno sviluppato in questi anni, la pilotite: molti progetti pilota e poche applicazioni concrete nei processi di produzione. Abbiamo creato un sistema operativo specifico per la produzione industriale spinto dall’Intelligenza artificiale. Trattiamo l’AI come un prodotto inserito in un processo e non come un asset stand alone. La logica stessa dell’AI è fatta di cicli e interazioni con software e agenti AI che vanno aggiornati di continuo.










