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Una città che cerca conferme, ma anche risposte nuove. Una comunità sospesa tra il desiderio di continuità amministrativa e la voglia di cambiamento. Domani e lunedì, Milazzo tornerà alle urne per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Non sarà una consultazione come le altre. Perché questa volta la città arriva all’appuntamento elettorale dopo anni di profonde trasformazioni urbanistiche, ambientali e infrastrutturali, ma anche con problemi ancora aperti che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle prospettive future del territorio. Il confronto politico delle ultime settimane ha inevitabilmente ruotato attorno a sviluppo economico, porto, turismo, viabilità, ambiente, decoro urbano, periferie, servizi sociali e rilancio commerciale. Questioni che incidono direttamente sull’identità e sulla competitività di Milazzo, città che negli ultimi anni ha cercato di rafforzare il proprio ruolo di riferimento comprensoriale e turistico nel panorama provinciale.Da una parte c’è chi rivendica il lavoro svolto negli ultimi anni, sottolineando i finanziamenti ottenuti, gli interventi realizzati e le opere avviate: dalla riqualificazione urbana ai progetti di efficientamento energetico, dalla valorizzazione dell’Area marina protetta ai programmi di mobilità sostenibile, fino alle opere di contrasto al dissesto idrogeologico. Dall’altra c’è chi evidenzia criticità ancora irrisolte: il traffico cittadino, le difficoltà del commercio tradizionale, il rapporto con l’area industriale, il bisogno di servizi più efficienti e una maggiore programmazione strategica sul turismo e sull’economia del mare. In questo quadro, i cittadini saranno chiamati non solo a scegliere un sindaco, ma anche a indicare l’idea di città.