All'ingresso di Lentini c'è un furgoncino parcheggiato, con faccia del candidato sindaco di centrodestra, Giuseppe Fisicaro, e sotto i loghi di sette liste. Mentre si prosegue verso il centro della cittadina, arriva alle orecchie il suono di un altoparlante che annuncia l'ora e il luogo del comizio dell'altro candidato, Efrem Sanzaro, quattro liste: un'Ape Piaggio con un cartellone legato sul cassone. Il comitato di Enzo Pupillo, il volto scelto da un campo progressista “rinforzato”, lo si riconosce invece dalla gente che lo aspetta lì davanti: «È in giro», dicono.
Se c'è una città di cui si può dire che è andata al voto all'improvviso quella è Lentini. L'esperienza dell'ex sindaco Rosario Lo Faro si è chiusa con una sfiducia, il 16 marzo, contro la quale lui ha fatto ricorso al tribunale amministrativo. Il Tar si è espresso all'inizio di maggio, gli ha dato torto e a quel punto la città è entrata nel clima elettorale. Per strade e piazze, il ricordo di quanto accaduto con la precedente amministrazione è ancora fresco (e il fastidio, per molti, caldo). Eletto con una coalizione di centrosinistra (il “Patto civico”), Lo Faro è stato poi protagonista di quello che viene definito «un ribaltone», trovandosi a governare con il centrodestra. Finché tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 quelli non hanno deciso di staccare la spina. «Ma se sei solo te ne vai, mica resti», accusano molti.












