Quattro candidati per la corsa a sindaco di Fermo dopo le dimissioni di Paolo Calcinaro, mister preferenze (il più votato con 9.311) alle ultime elezioni regionali nei "Marchigiani per Acquaroli" e ora assessore alla Sanità del governo di centrodestra guidato dal governatore delle Marche riconfermato. L'ex primo cittadino, che ha lasciato la fascia tricolore al vice e reggente Mauro Torresi, appoggia il candidato civico Alberto Maria Scarfini, assessore uscente, primo in ordine di posizionamento nella scheda elettorale seguito dagli altri tre: Saturnino Di Ruscio, Leonardo Tosoni e Angelica Malvatani. La campagna elettorale in vista del voto nelle giornate del 24 e 25 maggio, è entrata nel vivo: tour senza sosta nei quartieri, comunicati stampa sulle linee programmatiche, presentazioni delle liste e qualche veleno tra candidati e coalizioni. In campo ci sono 14 liste con, in totale, 389 candidati consiglieri. L'avvocato Alberto Maria Scarfini, attualmente in carica come assessore comunale, è sostenuto, oltre che dall'ex sindaco Calcinaro, dai colleghi di giunta, che si sono tutti ricandidati (tranne Ingrid Luciani) e da Forza Italia (che non ha il simbolo ma diversi suoi esponenti sono nella lista "Insieme per Fermo" a supporto di Scarfini). Il resto del centrodestra sostiene invece l'avvocato Leonardo Tosoni. L'altro candidato civico è l'ex primo cittadino di Fermo Saturnino Di Ruscio, appoggiato dalla sua unica lista. Dirigente comunale oggi in pensione, già sindaco di Fermo dal 2001 al 2011 ed ex presidente Erap, Di Ruscio è in corsa di nuovo per guidare la città. L'ultimo suo impegno politico è stato alle elezioni regionali del 2020 in lista con Fratelli d'Italia ma, dopo lo strappo con il partito e il braccio di ferro con l'attuale consigliere regionale FdI Andrea Putzu, ora non accetta etichette di destra o di sinistra. Tosoni è il candidato del centrodestra e vanta l'appoggio di FdI (che ha una sua lista), Lega, noi Moderati e Udc, senza FI.