A pesare sull'addio di Furlani non ci sono solo i risultati sul campo e lo spettro di una qualificazione in Champions League da blindare fino all'ultimo respiro. Il vero nodo, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata l'eccessiva sovrapposizione tra la gestione dei conti e le dinamiche di mercato. Al manager viene contestato il fatto di essere entrato troppo spesso a gamba tesa nelle trattative di campo, creando frizioni interne (in primis con Zlatan Ibrahimovic) e destabilizzando l'ambiente, già scosso dalle cessioni eccellenti della scorsa estate. La revoca delle deleghe sembra ormai l'unica strada, anche se non si esclude una sua permanenza formale all'interno del consiglio d'amministrazione senza poteri operativi.