Potrebbe partire con il botto il 2026 del Milan. Le novità in casa rossonera non riguardano l’acquisto di un nuovo bomber, il sogno della maggior parte dei tifosi delusi dal rendimento di Santiago Giménez e Christopher Nkunku ma anche dall’arrivo poco pubblicizzato di un panzer un po’ sgualcito come Niclas Füllkrug, bensì l’assetto societario.

È bene precisarlo subito: la riforma costituzionale oggetto del referendum non è la panacea per i mali di cui soffre la giustizia e certamente non risolverà atavici problemi, quali ritardi e inefficienze dovute a carenze di personale, ovvero errori giudiziari (che ci sono sempre stati e, probabilmente, sempre ci saranno). La riforma ha l’obiettivo, limitato, di modificare alcuni assetti dell’ordinamento giudiziario. E di questo occorre discutere. I punti essenziali, come ormai i lettori hanno compreso, sono tre: la separazione delle carriere; il sorteggio per il Csm; l’Alta Corte disciplinare.

Con una crasi dei titoli di Italo Calvino si può dire che siamo di fonte alla Baronessa dimezzata che deve anche incassare il grazie di Javier Milei, presidente argentino, a Giorgia Meloni. È la fola del trattato col Mercosur, propagandata da Bruxelles per autoconvincersi di essere protagonista nel mondo, che ieri Ursula von der Leyen ha firmato in Paraguay con un evento definito «storico», perché dà vita a «un’area di libero scambio», dazi ridotti o azzerati sul 90% delle merci, «di oltre 720 milioni di persone; la più ampia del globo».