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Il ribaltone societario di Cardinale parte dal cambio dell'amministratore delegato
Terremoto in via Aldo Rossi. Dopo le pesanti contestazioni dei tifosi a San Siro e il tormentone "G.F. Out", il futuro del Milan è pronto a cambiare pelle. L'avventura di Giorgio Furlani come amministratore delegato del club rossonero è ormai arrivata ai titoli di coda. La proprietà targata RedBird ha deciso: a fine stagione sarà rivoluzione nella governance per ridefinire le gerarchie e i ruoli dell'area sportiva.
© Getty Images | Charles De Ketelaere dal Club Bruges per 37.5 mln
A pesare sull'addio di Furlani non ci sono solo i risultati sul campo e lo spettro di una qualificazione in Champions League da blindare fino all'ultimo respiro. Il vero nodo, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata l'eccessiva sovrapposizione tra la gestione dei conti e le dinamiche di mercato. Al manager viene contestato il fatto di essere entrato troppo spesso a gamba tesa nelle trattative di campo, creando frizioni interne (in primis con Zlatan Ibrahimovic) e destabilizzando l'ambiente, già scosso dalle cessioni eccellenti della scorsa estate. La revoca delle deleghe sembra ormai l'unica strada, anche se non si esclude una sua permanenza formale all'interno del consiglio d'amministrazione senza poteri operativi.











