Il Peba, il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, a Siracusa è in ritardo di 40 anni, introdotto in Italia nel 1986 ma nella città di Archimede non è mai stato adottato. Per le persone con disabilità è un unicorno, lo si immagina, porterebbe una ventata di novità e felicità, dimostrerebbe che l'impossibile è possibile, ma nessuno l'ha mai visto davvero.

Non solo: ogni volta che se ne parla, resta confinato nel "chissà", nel "vedremo". L'assenza del Peba si traduce, giornalmente, in una serie di mortificazioni e ostacoli per migliaia di persone, da chi si muove in carrozzina a chi non ha la vista, da chi ha disabilità invalidanti a chi spinge un passeggino con dentro un bambino, a chi anziano trascina un trolley o si mantiene in equilibrio sulle stampelle, o abbia anche soltanto una caviglia slogata.

Gradini dove dovrebbero campeggiare scivoli a norma, ascensori piccoli dove una carrozzina non entrerà mai, solarium senza accessi, negozi irraggiungibili, strisce pedonali scolorite, posti auto riservati ma occupati, semafori non sonori, pedane tattili inesistenti o rare, autobus non tutti a norma.

Il catalogo dei disservizi è infinito, sfogliato quotidianamente con dolore e rassegnazione da migliaia di persone in difficoltà che l'assenza del Peba rende ancora più emarginate e inascoltate.