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2 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:12

La realizzazione della cosiddetta Riforma della disabilità, in fase di sperimentazione dal primo gennaio 2025 già con vari problemi sui territori coinvolti, continua a non procedere in maniera adeguata per i diretti interessati e con diversi aspetti negativi da risolvere già denunciati a ilfattoquotidiano.it, tra i tanti, dalla Cgil. Che qualcosa non stia andando per il verso giusto lo testimonia, ad esempio, “il caso della provincia di Brescia, una delle prime 9 province scelte a livello sperimentale, dove sono emerse criticità e soprattutto ritardi sulle certificazioni di invalidità”, come segnala a ilfattoquotidiano.it Alessandro Manfredi, presidente Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). Per evidenziare i disagi e offrire un supporto partecipando a tavoli istituzionali congiunti creati ad hoc, alcune associazioni hanno chiesto – e ottenuto il primo dicembre – un confronto diretto con le istituzioni.

“La riforma della disabilità deve aiutare le persone, non creare nuove barriere” – È il focus del messaggio che Ledha e Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand) hanno manifestato alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli (Lega) e all’assessore lombardo alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Elena Lucchini (Lega). Secondo le organizzazioni la riforma per cambiare passo di marcia nella qualità dei servizi erogati ha bisogno di “tempestivi miglioramenti in particolare sul Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”.