La notizia è deflagrata nella seduta di consiglio comunale di martedì dalla voce dell’assessore all’Urbanistica Luca Sangiorgio: «Un paio di mesi fa abbiamo scoperto che il Comune in realtà un Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) già l’aveva predisposto e fin dal lontano 1998».

Per la cronaca, si tratta dello stesso anno del Decreto nazionale che disciplinava la mobilità sostenibile nelle aree urbane, allora si era sotto la sindacatura di Enzo Bianco e il Peba “ritrovato” sembra sia dunque rimasto sepolto dentro qualche cassetto della Direzione Urbanistica. Di certo “quel” Peba ancora non si trova tra i documenti già digitalizzati e resi disponibili alla consultazione pubblica sul sito internet del Comune.

La questione Peba era stata sollevata in aula dal consigliere del Pd Matteo Bonaccorso che aveva chiesto «considerata la scadenza risalente a due settimane fa del commissariamento ad acta ordinato dal Tar, se fossero stati predisposti un nuovo cronoprogramma e nuovi termini per la sua predisposizione». Pronta la risposta dell’assessore: la scoperta del Peba già redatto «è stata una sorpresa anche per noi. Anche nell’ottica di ridurre i tempi si è deciso di ripartire dal Peba già predisposto, che risulta essere ancora utilizzabile, non prima dell’adeguamento alle nuove normative e al contesto cittadino mutato: in questo senso si è deciso di dare incarico allo stesso architetto che il Peba lo aveva predisposto all’epoca, che si è preso 90 giorni per aggiornare il Piano e dunque, a quel punto, sarà pronto e completo».