Il 5 maggio il veliero Amerigo Vespucci ha fatto tappa a Reggio Calabria durante il suo tour mondiale, ospitando un evento promosso dal ministero per le Disabilità nell’ambito del progetto “Italia e Inclusione, la persona al centro”. Tra le realtà presenti, Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica – ha partecipato con la sua sezione calabrese, portando testimonianza dell’impegno quotidiano accanto a persone affette da Sla e alle loro famiglie. L’iniziativa ha previsto stand tematici e momenti di confronto per promuovere l’inclusione sociale, sottolineando l’importanza di una presenza concreta nei luoghi simbolo del Paese. Il motto dell’Amerigo Vespucci, “Non chi comincia, ma quel che persevera”, riflette lo spirito con cui Aisla affronta la sfida della disabilità complessa. La presidente Francesca Genovese ha evidenziato come la partecipazione all’evento sia stata un’opportunità emozionante per ribadire che l’inclusione è una rotta da seguire ogni giorno, insieme.
Aisla
Trovo molto significativo il motto della nave Amerigo Vespucci, “Non chi comincia, ma quel che persevera”, che dovrebbe essere un mantra per chi tutti i giorni si batte per i diritti delle persone disabili. Non basta solo dire quello che c’è da fare perché magicamente tutto si realizzi. Purtroppo, per ottenere cambiamenti importanti a livello sociale, bisogna veramente perseverare prima di essere ascoltati e compresi. Chi ha una disabilità è come se viaggiasse sempre in mare ma, anziché seguire una rotta ben delineata, deve navigare a vista, perché ogni giorno può cambiare la situazione. Soprattutto con patologie gravi che peggiorano nel tempo, le difficoltà si aggiungono una alla volta e bisogna cercare di affrontarle, ma spesso ci si sente soli. In questo le istituzioni potrebbero fare di più perché, se a parole sostengono di voler mettere al centro la persona disabile e i suoi familiari caregiver, poi nel quotidiano li lasciano soli.











