HomeSienaCronacaAllarme dal Rapporto Caritas. Crescono i fenomeni di povertàAumenta l’età di coloro che richiedono assistenza: un quinto ha più di 65 anni, un terzo lavora. La mensa di San Girolamo ha erogato 21.900 pasti, pacchi viveri e aiuti alimentari per tante famiglie.La presentazione del Rapporto povertà della Caritas relativo al 2025, qui l’intervento dell’assessore ai servizi sociali del Comune Micaela PapiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’ombra della povertà continua ad allungarsi sul territorio senese, ma cambia volto. Non siamo più di fronte all’onda d’urto improvvisa ed emergenziale degli anni della pandemia; la crisi si è fatta cronica, profonda e strutturale. È la fotografia che emerge dal Rapporto Povertà 2025 della Caritas Diocesana di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino. I dati dell’ultimo anno rivelano un paradosso solo apparente: cala leggermente il numero totale delle persone che si presentano per la prima volta ai centri d’ascolto, ma esplode il volume delle prestazioni e dei servizi erogati. E i poveri sono sempre più poveri, oltre che sempre più di nazionalità italiana.
Nel corso del 2025, i Centri d’ascolto diocesani hanno incontrato complessivamente 889 persone e il numero degli accessi totali ai servizi (dall’orientamento alla distribuzione di beni), è balzato a quota 12.441, con incremento annuale del +32%. Ciascun utente si è rivolto alla Caritas con una media di quasi 14 volte in un anno (contro le 10 visite del 2024). Se la maggioranza degli utenti resta di origine straniera (60,9%, con le comunità albanese e senegalese), la quota di cittadini italiani è salita al 39,1%. Un dato ancora più significativo se si guarda ai nuovi utenti: più di un terzo (il 36,5%) è italiano. Le donne rappresentano il 54% degli assistiti. Un altro dato a destare preoccupazione è il progressivo invecchiamento dei beneficiari: con un’età media che sale a 50,9 anni, ben un quinto delle persone intercettate (20%) ha più di 65 anni. Da notare come però il 30% degli utenti Caritas sia composto da persone con un lavoro: il fenomeno dei cosiddetti ‘lavoratori poveri’. A questa situazione la macchina della solidarietà diocesana ha risposto con cifre imponenti.








