Sono giorni di dichiarazioni e manovre militari all'interno della Casa Bianca. Questa volta nel “mirino” c'è l'isola di Cuba, da mesi stretta in una morsa economica senza tregua. Ma, a differenza dell’accordo che pose fine alla crisi dei missili siglato tra John F. Kennedy e Nikita Khrushchev nel 1962, o al "disgelo" tra Barack Obama e Raúl Castro del 2014, la diplomazia a parole non sembra assolvere neanche più a quella funzione di “panno caldo" che per anni ha mascherato gli interessi strategici reciproci di Washington e L’Avana. Non c’è dunque da stupirsi se il segretario di Stato Marco Rubio, figlio di immigrati cubani e anticastrista di ferro, abbia relegato la diplomazia a forma di cortesia, liquidando in poche frasi la possibilità di servirsene per risolvere lo stallo che, aggravatosi a inizio 2026, sta spingendo Cuba verso il baratro: “A essere sincero, la probabilità che ciò accada, considerando con chi abbiamo a che fare in questo momento, non è alta”, ha detto.La portaerei statunitese si avvicina ai CaraibiI fatti delle ultime ore, d’altronde, parlano chiaro. Tra il 19 e il 21 maggio, mentre Washington annunciava l’incriminazione di Raúl Castro per l’abbattimento avvenuto nel 1996 (sì, 30 anni fa) di due velivoli dell’organizzazione anticastrista Brothers to the Rescue, la portaerei Uss Nimitz, una delle più grandi al mondo, e il suo Carrier Strike Group venivano rilevati in fase di riallineamento operativo verso il teatro caraibico dopo un periodo di impiego nell’area Indo-Pacifico. Secondo funzionari della Difesa statunitense, il riposizionamento è stato accompagnato da un incremento delle missioni di sorveglianza elettronica e ricognizione aerea attorno allo spazio cubano, oltre che da attività coordinate con il Southern Command, il Comando combattente attivo in Centro e Sudamerica. La Casa Bianca continua a descrivere questi movimenti come una misura “difensiva” e di deterrenza regionale, ma il dato politico è un altro: l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump sembra aver estratto la pistola da sotto al tavolo per puntarla alla tempia del regime cubano, aggravando il timore di un’azione militare imminente.La portaerei statunitense USS Nimitz della marina militare americana è nei Caraibi