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C’è anche Cuba fra i paesi minacciati dal presidente statunitense Donald Trump dopo l’attacco al Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro. Nelle ore successive all’operazione a Caracas, Trump ha detto che contro il regime cubano non servirà nemmeno intervenire, perché «sembra che sia vicino a cadere». Il segretario di Stato Marco Rubio è stato più minaccioso: «Se vivessi all’Avana e facessi parte del governo, sarei preoccupato». Rubio ha origini cubane, ed è da sempre molto attivo contro il governo comunista dell’isola.

Cuba è in pessime condizioni economiche ormai da anni. Dipende in gran parte dalle importazioni di petrolio venezuelano, che ripaga con servizi come l’invio all’estero di medici, allenatori sportivi, guardie di sicurezza e spie. L’approvvigionamento è diventato più complesso in queste settimane, e se dovesse fermarsi del tutto la crisi potrebbe aggravarsi e portare a conseguenze imprevedibili, anche se non è scontato che causi un collasso del regime cubano. Peraltro l’amministrazione statunitense al momento non avrebbe un piano chiaro per gestirlo: il primo effetto potrebbe essere un aumento dell’emigrazione proprio verso gli Stati Uniti.