Dopo la portaerei inviata ai Caraibi, il segretario di Stato alza il tiro contro l’isola. A migliaia all’Avana contro l’incriminazione di Castro: «Gli Usa non hanno alcuna legittimità, né le prove, per accusarlo»Per Marco Rubio la questione di Cuba è un esame di maturità. Deve dimostrare a Donald Trump di essere il suo più degno continuatore. Quindi non può discostarsi dal manuale dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Al contempo sa che può fallire dove hanno già fallito Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Carter, Reagan, Bush padre, Clinton, Bush figlio, Obama, il primo Trump e Joe Biden. E così il segretario di Stato sta alzando il livello dello scontro e, di punto in bianco, Cuba è diventata «unPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Gennaro CarotenutoStorico, università della Campania. Dopo il dottorato in Spagna, tra i suoi principali temi di ricerca vi sono le dittature e le violazioni di diritti umani in America latina. Ha insegnato anche alla Bocconi di Milano ed è stato visiting all'Università di Montevideo, alla Sorbona di Parigi e alla City University di New York.
Dopo la Nimitz c’è Rubio. «Cuba è una minaccia». L’Avana in piazza per Raúl
Dopo la portaerei inviata ai Caraibi, il segretario di Stato alza il tiro contro l’isola. A migliaia all’Avana contro l’incriminazione di Castro: «Gli Usa non hanno alcuna legittimità, né le prove, per accusarlo»











