Il presidente americano Donald Trump ha detto che l’incriminazione di Raúl Castro non è l’inizio di una escalation verso un regime cubano che tanto “già sta andando a rotoli”, il segretario di stato Marco Rubio dice che Cuba avrebbe accettato i cento milioni di dollari di aiuti offerti dagli Stati Uniti anche se le condizioni sono ancora da discutere, ma proprio lo stesso giorno dell’annuncio dell’accusa verso l’ex presidente cubano lo Uss Southern Command ha annunciato il dispiegamento nei Caraibi di un gruppo di attacco navale di cui fanno parte la portaerei Uss Nimitz, lo Stormo aereo imbarcato CVW-17, il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Gridley e la nave da rifornimento Usns Patuxent. La Nimitz è una nave a propulsione nucleare che può operare per lunghi periodi senza rifornimento, trasportando oltre 60 velivoli tra caccia, elicotteri e aerei da guerra elettronica e sorveglianza.Formalmente il dispiegamento fa parte di Southern Seas 2026, un’operazione navale che prevede esercitazioni e scali strategici in porti del Sud America e dei Caraibi. “Non vogliamo intimidire Cuba ma aiutarla ad aprirsi”, ha spiegato Trump ai giornalisti. Ma insieme al dispiegamento navale, gli Stati Uniti hanno intensificato le attività di sorveglianza intorno a Cuba, con un aumento dei voli di ricognizione e di monitoraggio elettronico nelle aree vicine all’isola. Tra i velivoli utilizzati ci sono caccia P-8 Poseidon, droni MQ-4C Triton, piattaforme specializzate in intelligence, sorveglianza marittima e monitoraggio delle comunicazioni. E continuano poi altre pressioni. Il 7 maggio, l’Ufficio per il controllo dei beni esteri del dipartimento del Tesoro statunitense ha imposto sanzioni a Gaesa, il conglomerato militare che controlla gran parte dell’economia cubana. E’ considerato l’azienda della famiglia Castro, e Rubio l’ha definita “il cuore del sistema comunista cleptocratico cubano”.“Non credo che possiamo cambiare il corso di Cuba finché queste persone sono ancora al comando di quel regime”. Il 18 maggio sono seguite ulteriori sanzioni ad altri membri dell’apparato politico e di sicurezza cubani. Sono ormai molte le analisi che fanno notare una sempre maggior somiglianza tra lo scenario che si sta delineando a Cuba e quello che si è visto in Venezuela con il raid che ha portato alla cattura di Maduro, anche se ci sono differenze notevoli. Innanzitutto, il capo di imputazione per Raúl Castro è molto più pesante, visto che l’accusa relativa all’abbattimento di due aerei civili e all’uccisione di quattro persone (tra cui tre cittadini statunitensi) in acque internazionali nel 1996 potrebbe comportare perfino la pena di morte. Poi, l’apparato militare cubano è apparentemente più ostico da affrontare di quello venezuelano, come attestano sia il suo impegno passato in guerra africane per conto dell’Urss ai tempi della Guerra fredda, sia la recente notizia dell’acquisto di trecento droni da Russia e Iran. Cuba ha “il diritto assoluto e legittimo di difendersi da un attacco militare”, ha reiterato il presidente Miguel Díaz-Canel, minacciando in caso di attacco americano “un bagno di sangue con conseguenze incalcolabili”.Il 94enne Raúl non ha poi più alcun incarico formale, anche se la sua influenza è indubbia. E Cuba, a differenza del Venezuela, non ha poi quella struttura istituzionale di formale pluralismo che potrebbe essere riavviato con uno scossone tipo la cattura di Maduro, come si è visto a Caracas dopo la successione di Delcy Rodríguez e i suoi pur confusi passi verso una transizione. A questo proposito, sembra che il pur in apparenza spettacolare viaggio all’Avana fatto una settimana fa dal direttore stesso della Cia John Ratcliffe per confrontarsi con alcuni tra i massimi esponenti del regime abbia portato a un sostanziale nulla di fatto. Da cui la successiva ripresa di pressioni sempre più forti.Da aprile, per dare un segnale di apertura, il regime ha concesso la grazia a oltre 2.000 detenuti. Ma a beneficiarne sono stati principalmente criminali comuni, mentre il numero dei prigionieri politici resta al livello record di 1.260. Trump ha anche dichiarato che il suo governo farà “presto” un annuncio in merito all’embargo petrolifero imposto alla dittatura dell’Avana. “Hanno davvero perso il controllo”, ha detto ieri. Intanto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato “inaccettabili” certi “metodi violenti” contro capi di stato “ex o attuali”, mentre il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha parlato di “abuso di mezzi giudiziari”.
Cuba è diversa dal Venezuela, ma Trump sembra determinato
Il presidente americano dice che l’incriminazione di Raúl Castro non è l’inizio di una escalation verso un regime cubano che “già sta andando a rotoli”. Lo scenario ricorda il raid che ha portato alla cattura di Maduro, anche se ci sono differenze notevoli














