Gli Stati Uniti potrebbero presto incriminare Raúl Castro, presidente di Cuba dal 2008 al 2018: il 94enne fratello di Fidel è considerato ancora figura influente nel governo comunista, seppur senza incarichi ufficiali. Sarebbe un ulteriore strumento di pressione nei confronti del regime comunista. Da mesi Donald Trump minaccia di «prendersi Cuba» e cerca di ottenere un “cambio di regime” sull’isola con misure radicali, come il blocco dei rifornimenti di carburanti. Da fine gennaio a Cuba mancano petrolio ed energia, con interruzioni di corrente per la maggior parte della giornata e trasporti e servizi di base bloccati o molto limitati.
Nell’ultima settimana le pressioni sono aumentate, con frequenti voli di ricognizione militari intorno all’isola e con l’inusuale visita all’Avana del direttore della CIA John Ratcliffe, che ha chiesto al governo cubano di chiudere le stazioni di intelligence russe e cinesi presenti. Ora la procura federale di Miami potrebbe incriminare Raúl Castro per l’abbattimento di due piccoli aerei avvenuto nel 1996, in cui furono uccisi tre cittadini americani e un residente negli Stati Uniti.
Raúl Castro il 1° maggio 2025 (AP Photo/Ramon Espinosa, File)
Un’incriminazione federale fu la base legale utilizzata dall’amministrazione Trump per compiere l’operazione che portò alla cattura di Nicolás Maduro e all’instaurazione in Venezuela di un governo più collaborativo con gli Stati Uniti. Nonostante il procedimento sia simile, ci sono consistenti differenze che rendono l’operazione difficilmente replicabile.











