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Alessandra Muglia

L'ex presidente nel mirino della Giustizia americana per l’abbattimento, nel 1996 a Cuba, di aerei di esuli. Cresce il pressing di Washington verso l'isola che all'inizio dell'anno Donald ha minacciato di acquisire «amichevolmente»

Gli Stati Uniti intendono incriminare l'ex presidente cubano Raúl Castro, una mossa destinata a intensificare la pressione Usa contro il governo comunista dell'isola che l'amministrazione Trump ha descritto come corrotto e incompetente, spingendo per un cambio di regime. L'indiscrezione anticipata dalla tv Cbs giovedì sera, è stata poi ripresa da altre grandi testate internazionali come Reuters, Ap e Cnn citando alti funzionari del dipartimento di Giustizia che hanno parlato a condizione di anonimato. Secondo quanto appreso da Reuters, i procuratori federali prevedono di rendere pubblico l'atto d'accusa a Miami mercoledì 20 maggio. Proprio in quel giorno l'ufficio del procuratore di Miami organizzerà un evento per onorare le vittime dell'incidente del 1996 in cui aerei cubani abbatterono velivoli partiti dalla Florida e gestiti da un'organizzazione di esuli cubani. Nell'operazione morirono quattro persone, inclusi tre americani.Il governo dell'Avana ha sempre sostenuto che l'attacco fosse una risposta legittima all'intrusione degli velivoli nello spazio aereo cubano. Proprio in relazione a questo caso l'ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida avrebbe valutato di incriminare il 94enne Raúl, che alll'epoca era ministro della Difesa. Sarebbe diventato presidente nel 2011, quando si ammalò il fratello maggiore Fidel, il rivoluzionario e storico antagonista degli Stati Uniti al governo dell'isola per decenni.