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L’incriminazione da parte degli Stati Uniti di Raúl Castro, l’ex presidente di Cuba e fratello di Fidel Castro, è la conferma più evidente finora che l’amministrazione di Donald Trump vuole usare a Cuba la stessa tattica impiegata a gennaio contro il Venezuela.
Anche il Venezuela, come Cuba oggi, era stato sottoposto a un blocco navale. Anche il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, era stato messo sotto accusa dalla giustizia statunitense. La sua incriminazione era poi stata usata come pretesto per un’azione militare nel paese. L’amministrazione Trump è piuttosto esplicita sulla questione e sta creando dei paralleli diretti tra la situazione del Venezuela e quella di Cuba. Ci sono però differenze sostanziali.
Per Trump e la sua amministrazione, l’operazione in Venezuela di gennaio è stata un successo eccezionale: un intervento militare breve e limitato; un cambio di regime più o meno pacifico e l’insediamento di una nuova leadership proveniente dallo stesso regime (e quindi ancora in grado di controllare il paese), ma più accomodante e pronta a obbedire alle richieste degli Stati Uniti. In Venezuela questo è avvenuto con Delcy Rodríguez, la vicepresidente di Maduro che è salita al potere dopo la sua cattura.













