L’incriminazione, una portaerei schierata a qualche miglia dalle coste, le continue minacce. Non parliamo di Venezuela ma di Cuba. Tra i due Paesi ci sono grosse differenze, e qualche paragone potrebbe essere azzardato, ma entrambi sono finiti nella morsa del rinnovato attivismo degli Stati Uniti in Sud America e della “nuova dottrina Monroe” adottata da Donald Trump nel “cortile di casa”.Prima c’è stata l’incriminazione dell’ex presidente Raúl Castro, fratello di Fidel. Anche se ormai non guida più l'isola della Revolución, e nel 2018 ha lasciato il posto a Miguel Díaz-Canel, è sufficiente il suo cognome per capire il peso che Raúl Castro ha ancora nella politica cubana e nell’immaginario simbolico. Dopo mesi di pressioni e indiscrezioni, ieri - 20 maggio - il leader 94 enne è stato ufficialmente accusato dal dipartimento di Giustizia di essere responsabile dell’abbattimento, nel 1996, di due aerei da ricognizione partiti dagli Stati Uniti dell’organizzazione di esuli Hermanos al Rescate; episodio in cui morirono tre cittadini americani, oltre a un cubano.Anche Nicolás Maduro era stato incriminato da Washington, perché ritenuto a capo di un cartello di narcos. Un’incriminazione che era servito all’amministrazione Trump come pretesto per un’intervento militare nel Paese, con il rapimento dell’ormai ex presidente, trasportato in carcere a Brooklyn, e l’accordo con la sua vice, Delcy Rodriguez. Non un regime change, ma un nuovo corso di un governo che sembra aver cancellato tutto d’un tratto il suo anti-americanismo.Non c’è solo l’incriminazione di un leader a suggerire parallelismi con il modello venezuelano. Perché all’indomani dell’accusa formale emessa dal dipartimento della Giustizia, il Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom) ha comunicato l'arrivo nei Caraibi della portaerei a propulsione nucleare Nimitz e del relativo gruppo d’attacco. Analogie inevitabili con quanto successo negli ultimi mesi del 2025, quando il Venezuela era guardato a vista da portaerei americane, poi usate come supporto del blitz del 3 gennaio in cui è stato catturato Maduro. "Benvenuta nei Caraibi, Gruppo d'attacco della portaerei Nimitz! - ha scritto il Comando meridionale degli Stati Uniti (Usso) -. La portaerei USS Nimitz, l'ala aerea imbarcata, la USS Gridley e la USNS Patuxent (T-AO 201) rappresentano la massima espressione di prontezza operativa e presenza, con autonomia e letalità ineguagliabili e un vantaggio strategico”.Venti di guerra all’orizzonte? L’Avana si dice ancora pronta a negoziare, pur accusando Washington di non partecipare in buona fede alle trattative. “Siamo disposti a parlare di tutto con gli Stati Uniti. Non esistono argomenti tabù nelle nostre conversazioni sulla base della reciprocità e dell’uguaglianza", ha sottolineato in un’intervista al New York Times l’ambasciatore cubano all’Onu, Ernesto Soberon Guzman, mettendo però in evidenza che "non giova al dialogo e alla fiducia il fatto che un giorno sì e un giorno no vengano rilasciate dichiarazioni del tipo 'siamo pronti a prendere il controllo di Cuba’".Di fronte alle notizie delle ultime ore è arrivata la presa di posizione della Russia. Mosca, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, continuerà a "fornire il massimo sostegno al fraterno popolo cubano" mentre gli Usa cercano di "strangolarla economicamente. Confermiamo - ha detto - la nostra piena solidarietà a Cuba, condanniamo risolutamente qualsiasi tentativo di interferenza grossolana negli affari interni di uno Stato sovrano, intimidazione e applicazione di misure restrittive unilaterali illegali, minacce e ricatti”.Domani, invece, gli studenti e le organizzazioni giovanili sono pronte a scendere in piazza contro l’incriminazione di Castro e le continue minacce verso L’Avana. La mobilitazione è stata promossa dall’Unione dei giovani comunisti (Ujc) insieme ai movimenti studenteschi, con l’obiettivo di riaffermare il sostegno alla storica leadership della Rivoluzione. Nel comunicato ufficiale, gli organizzatori sottolineano che "né minacce, né blocco, né assedio energetico, né false accuse saranno capaci di piegare la volontà del popolo cubano". La manifestazione si inserisce nel quadro delle celebrazioni per i 95 anni di Raúl Castro, in una fase particolarmente delicata per Cuba, segnata da una profonda crisi economica ed energetica, aggravata dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dal calo delle forniture petrolifere destinate all’isola.Parallelamente, il governo cubano ha rinnovato le proprie critiche nei confronti di Washington per le accuse rivolte a Castro, giudicandole strumentali sul piano politico e funzionali a legittimare ulteriori pressioni contro il Paese. In una nota diffusa su X, il ministero degli Esteri dell’Avana ha dichiarato che "le accuse spurie contro il leader della Rivoluzione cubana si sommano ai tentativi disperati di elementi anti-cubani di giustificare il castigo collettivo e spietato contro il nobile popolo cubano".
Prima l'incriminazione per Castro, poi la portaerei schierata nei Caraibi: gli Usa pronti a replicare il "modello Venezuela" a Cuba?
L'ex leader, fratello di Fidel, è stato formalmente accusato di essere responsabile dell'abbattimento di due aerei nel 1996. Nel frattempo la portaerei Nimitz è










