di

Sara Gandolfi

L'annuncio coincide con l'intensificarsi della campagna di pressione dell'amministrazione Usa contro Cuba e dopo l'incriminazione dell'ex presidente Raúl Castro

Con l'incriminazione di Raúl Castro, sembra ripetersi a Cuba la trama venezuelana. Lo dimostrerebbe anche l'arrivo nel Mar dei Caraibi meridionale della portaerei a propulsione nucleare Nimitz e relativo gruppo d'attacco - anche se una fonte governativa ha assicurato al New York Times che si tratta di una «dimostrazione di forza e non di importanti operazioni militari» come fece con la portaerei Gerald Ford per la cattura di Nicolás Maduro.

In ogni caso, per Donald Trump la cattura e la prigionia del presidente venezuelano rappresenta lo «scenario perfetto» che la sua amministrazione intende emulare per riorganizzare i governi «ostili» agli Usa nel mondo. Dopo il successo del raid contro il dittatore di Caracas – nessuna vittima americana e un nuovo regime poco democratico ma obbediente a Washington – il tycoon ci ha provato, senza risultati, con il governo degli ayatollah a Teheran. Ora, si preannuncia una transizione «alla venezuelana» anche per Cuba. Ma è fattibile nell’isola della Revolución?