Torino, 22 maggio 2026 – Nessuno poteva ingannarlo sui peperoni. Se arrivavano dall’Olanda tutti uguali, geometrici come saponette, insapori anche se affidati al genio della Maria del Boccondivino, se ne accorgeva alla prima forchettata. Anche con le persone era una questione di pancia.

La sintonia con Papa Francesco e re Carlo

Carlo Petrini, quasi per tutti Carlin, era amico di Papa Francesco perché rapiti entrambi da una visione di ecologia integrale, di salvaguardia del creato. Da agnostico recitava con lui la preghiera delle biodiversità, in nome di un’economia che metta al centro la dignità umana e la giustizia sociale. Contro gli ogm, la genetica applicata, i concimi, gli agrofarmaci. Criticato per questo (un mondo sovrappopolato senza ogm muore di fame), ma sempre coerente.

Figlio di un’ortolana e di un ferroviere, tormentato da anni da una malattia che aveva lasciato intatto almeno il sorriso, poteva permettersi di abbracciare fuori dal protocollo Carlo d’Inghilterra, altro pioniere come lui del cibo sano e al giusto prezzo: due gemelli diversi, allampanati e ieratici, legati da un fitto scambio di scritti, proposte politiche, visioni di orti in Africa.

"Chi semina utopia raccoglie realtà”