A Ivrea la scena, al processo Echidna sulle infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti dell’autostrada Torino-Bardonecchia, coordinato dalla Dda di Torino, è tutta per l’ex bomber Francesco Graziani, 73 anni, campione del mondo in Spagna ’82 e campione d’Italia con la maglia del Torino esattamente cinquant’anni fa. Giacca scozzese su camicia bianca e cappellino da baseball in testa, “Ciccio” Graziani, oggi opinionista sportivo in Rai, questa mattina è comparso in aula come testimone, citato dagli avvocati Roberto Capra e Maurizio Riverditi, difensori di Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa, imputato — secondo l’accusa — per aver aiutato l’azienda dei Pasqua (anch’essi imputati nel processo) a inserirsi nei lavori dell’autostrada, garantendo commesse «per l’esecuzione di lavori di manutenzione stradale e la realizzazione di opere edili».
La “colletta” per Esposito Il nome di Graziani era saltato fuori in una telefonata ricevuta da Roberto Fantini il 16 ottobre 2020: «Io ho già dato in maniera anonima, ho già dato, perché mi aveva dato il suo Iban. Gli ho mandato i soldi attraverso Graziani, Ciccio Graziani. Poi avevo detto che volevo rimanere anonimo, che lui non lo sapesse che io avevo contribuito». Si trattava — aveva poi spiegato il gip nell’ordinanza che fece scattare gli arresti — di una “colletta” in favore di Antonio Esposito, un amico (non imputato in questo processo) finito nei guai con la giustizia anni prima.










