Nicholas Caglioni oggi ha 43 anni e fa il camionista. Mentre è al volante, ogni tanto dai cassetti della memoria riemergono i ricordi legati al calcio, a quel passato da portiere arrivato in Serie A con le maglie di Atalanta e Messina. E poi lo choc di ormai due decenni: la positività alla cocaina al termine di un Catania-Messina dell’11 febbraio 2007. Ancora oggi Caglioni si professa innocente: “Non ho mai toccato la cocaina“, racconta in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. In cui denuncia il trattamento subito: “Forse davo fastidio a qualcuno – racconta – Magari c’era qualcuno più famoso da proteggere“.

Le sue accuse portano a rievocare quelle giornate convulse: “L’11 marzo, dopo Chievo-Messina, il ds Argurio mi chiamò: ‘Sei stato trovato positivo alla cocaina’. ‘Ma stai scherzando?’, dissi. Entrai nel panico più totale”. Dalle parole di Caglioni, sembra emergere il suo dubbio che i risultati del controllo antidoping siano stati in qualche modo scambiati: “Non so, ma qualcosa è successo. Io ero in camera con Marco Storari. Disse che per lui ero come un fratello e che non avrei mai fatto una cosa così”. Il nome del suo collega portiere ritorna in un altro passaggio dell’intervista. Senza la squalifica, dice Caglioni, “sarei rimasto in Serie A. Nel 2007, quando Storari andò al Milan, un addetto ai lavori mi disse che in realtà i rossoneri volevano me“.