"In oltre 30 anni di servizio non ho mai tradito il giuramento di fedeltà prestato alla Repubblica e alla brava gente di cui sono ancora servitore, purtroppo ferito, ma ancora convinto". È lo sfogo social del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, imputato di concorso nell'omicidio del sindaco pescatore di Pollica Acciaroli Angelo Vassallo ucciso il 5 settembre 2010.
"Da 15 anni affronto una vicenda dolorosa che non mi appartiene e che per ben tre volte è stata oggetto di archiviazione". Per la prima volta l'ufficiale interviene pubblicamente dopo la scarcerazione disposta dal Tribunale del Riesame il 23 maggio scorso dopo quasi otto mesi di custodia cautelare.
"Ho letto le nuove motivazioni dei giudici che hanno annullato l'ordinanza su rinvio della Cassazione, ribadendo però la sussistenza dei gravi indizi”, scrive Cagnazzo, e aggiunge: "Ricorreremo di nuovo in Cassazione. Desidero ribadire ancora una volta la mia totale estraneità ai fatti contestati".
L'udienza preliminare è fissata per il 16 settembre a Salerno. Secondo la Procura, Vassallo fu ucciso perché stava per denunciare i complici del traffico di droga che aveva invaso Acciaroli nell'estate 2010.






