Tra passato e futuro torna in campo uno dei più grandi bomber della storia del Torino, Francesco Graziani. Come in un documentario interattivo, il “gemello del gol” di Pulici atterra a Torino e passa attraverso i luoghi simbolo di quel Torino magico che riportò lo scudetto a casa 27 anni dopo Superga. «Che brividi l’ex Comunale», l’emozione di Ciccio mentre guarda la curva Maratona e ricorda la sua mattinata speciale cominciata dall’altra casa preferita. «Mi sono tolto la soddisfazione di andare al Filadelfia - le parole di Graziani, testimonial dell’evento Dental Pro allo stadio -, l’ho fatto di mia iniziativa. Petrachi non aveva visto la telefonata, ma sono entrato subito e mi è piaciuto poterlo fare senza che nessuno mi desse il permesso, come una volta. Poi ho salito le scale e ho rivisto metro per metro dove il Grande Torino e anche noi abbiamo fatto la storia. E’ ancora casa mia, è stata una bella emozione».

Una visita, quella di Graziani, ancora più ad effetto perché cade a pochi giorni dal derby, da queste parti sempre più un tabù che non si vede l’ora di infrangere. E mai come oggi c’è la speranza di poterlo fare, contro una Juventus apparsa tutt’altro che imbattibile. «Spero che la mia visita possa aver dato uno stimolo in più», ancora Ciccio, che si è intrattenuto a parlare velocemente con D’Aversa e la squadra. «Regalatevi e regalate una domenica fantastica al popolo granata», il suo incitamento. Un momento di felicità, al termine di un’altra annata al di sotto delle attese nella quale si è sfiorata di nuovo la lotta per non retrocedere. Un derby riparatore? «No, rimarrà una stagione di rammarico e delusione, ma è sempre una sfida speciale - avverte l’ex bomber -, mi verrebbe da dire che in tempi diversi era più sentito, ma quando giochi questa partita lo fai per te e per il tuo popolo. Negli ultimi 30 anni purtroppo abbiamo avuto poche soddisfazioni, ma dobbiamo vivere il presente e il futuro. Certo, dispiace aver vinto troppo poco, e lo sottolineo, ma la realtà è questa».