Da Zaccarelli a Rolando Bianchi: cuori granata. Cinquant’anni di storia del Torino è difficile viverli in un giorno solo, anzi in poche ore. Ma ci è riuscita, ancora una volta, la Partita della Leggenda organizzata per il secondo anno consecutivo dalla Vertigo Spettacoli nel luogo simbolo per eccellenza, quel Filadelfia culla del Grande Torino e fabbrica dell’unico scudetto del dopo Superga.
La storia non può passare in secondo piano, tanto più per una società come il Torino che grazie al passato ha costruito la sua fama. Ma adesso i “ragazzi” degli anni ’70 (c’erano, tra gli altri, anche Fossati, Santin, Rampanti e Pallavicini), ma anche quelli degli anni ’80 e ’90 hanno bisogno di un ricambio nella vetrina granata dei migliori ricordi, invece sono ancora i più cercati da un popolo che si ritrova e si conta per un fine nobile, trovare i fondi necessari per partecipare al trasloco del Museo del Torino proprio nel tempio granata ricostruito da zero, inaugurato nel 2017 e messo subito a disposizione della prima squadra.
Una causa forte
In 1.500 hanno risposto all’invito per una causa forte, nonostante il richiamo della Nazionale. «Basta ritardi, portiamo il museo a casa, nella nostra casa, in questa bellissima ed emozionante casa», dicono con una sola voce i protagonisti di un evento particolare, diverso. Dove si respira l’essenza granata, quel sapore sempre più difficile da trovare. La novità di una serata di beneficenza è uno dei simboli dell’era di Cairo, Rolando Bianchi. L’ex capitano dei tempi di Ventura rimpolpa la squadra degli artisti e cantanti, tra cui ci sono anche Willie Peyote (premiato all’intervallo dall’associazione ToroMio), Gino Latino, Oskar degli Statuto e Andrea Pisani, comico dei PanPers.






