Ecco che s’avanzano i rossobruni da tutte le parti. Si segnalano movimenti di piccole truppe a destra e a sinistra in grado di far scricchiolare i giallo-verdi di ieri, cioè Movimento Cinque stelle e Lega.

I rossobruni, come s’intitola il libro di Stefano Cappellini, sono un’ulteriore e più pericolosa versione del populismo, una sua sublimazione che rischia di sfigurare la democrazia. Dentro ci sono Trump e Hamas, per dire, una miscela ideologica dove nazionalismo, radicalismo sociale, antioccidentalismo e leadership carismatiche si fondono in un impasto tossico per rispondere alle difficoltà del sistema democratico e delle idee liberali.

Per il momento è chiara una cosa: Giuseppe Conte e Matteo Salvini hanno entrambi un problema. Per quanto riguarda Salvini è tutto fin troppo chiaro. Il generalissimo Roberto Vannacci, un estremista di destra di tipo nuovo, vuole mangiare la Lega. Raggiungerla e magari superarla. Spostando ancora più a destra la destra italiana. La gara è partita, e ai nastri di partenza Vannacci pare muoversi meglio del rivale, che forse preferisce andare a votare prima possibile piuttosto che perdere terreno tutti i giorni a vantaggio del sostenitore della X Mas.

Il problema di Conte invece si scrive Chiara Appendino, si legge Alessandro Di Battista. Special guest, l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi. Pronti a fare una lista di disturbo barricadera, radicale, filopalestinese, anti-establishment per drenare voti al PdC, il partito di Conte formalmente chiamato M5S. L’ex sindaca di Torino, che nella sua città non è rimpianta da nessuno, ha lanciato l’ultimatum all’avvocato: «Non ci si può fidare di Renzi, non ci si può alleare con lui».