Tra tensioni nella maggioranza, leadership in bilico e partita del Quirinale sullo sfondo, Lorenzo Castellani legge le fragilità del centrodestra e del campo largo. Per il politologo della Luiss, Matteo Salvini resta oggi l’anello debole della coalizione, stretto tra il fattore Vannacci e una Lega inquieta, mentre il vero “Principe” della Repubblica contemporanea è ormai il Quirinale (come scrive nel suo ultimo libro assieme a Gaetano Quagliariello)

Mentre la maggioranza continua a logorarsi tra distinguo, tensioni interne e prove di forza in vista delle prossime scadenze elettorali, c’è un convitato di pietra che agita il centrodestra: la leadership. Non quella di Giorgia Meloni, ancora saldamente ancorata a Palazzo Chigi, ma quella dei suoi alleati. A partire da Matteo Salvini, stretto tra la pressione di Roberto Vannacci, un partito inquieto e una stagione politica che, fin qui, gli ha restituito meno di quanto prometteva. Sullo sfondo, il nodo legge elettorale, il rebus del campo largo e una legislatura che, inevitabilmente, finirà per intrecciarsi con la partita decisiva del Quirinale. Temi che attraversano anche “Il Principe e la Repubblica. Potere e istituzioni in Italia dal 1943 a oggi”, il nuovo libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello, in libreria dal 29 maggio per Luiss University Press. Un saggio che ripercorre l’evoluzione degli equilibri istituzionali italiani, dalla centralità dei partiti del Dopoguerra fino al ruolo sempre più assertivo del Presidente della Repubblica. Formiche.net ne ha parlato proprio con Castellani, politologo della Luiss.