La maggioranza nega l’ipotesi di un fine corsa prima della scadenza, ma esplode il nervosismo: «Era un avviso alla premier». Il campo largo non è pronto, ma nel Pd c’è chi giudica utile un’accelerazione. Renzi: «A noi conviene lasciarli lì un altro po’» La marcia indietro era stata innescata subito. Ma, da Lonato del Garda, Matteo Salvini si è rimangiato tutto, proprio tutto quello che aveva detto il giorno prima a Trento: «Non ci sarà un voto anticipato. Lavoriamo fino all’ultimo giorno. Ovviamente le guerre non aiutano e spero che finiscano il prima possibile». L’ideuzza di andare a votare prima della fine legislatura non gli era stata rubata da un cronista d’assalto, no, l’aveva distillata pensoso alla platea del Festival dell’Economia di TrPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Daniela PreziosiCronista politica e poi inviata parlamentare del Manifesto, segue dagli anni Novanta le vicende della politica italiana e della sinistra. È stata conduttrice radiofonica per Radio2, è autrice di documentari, è laureata in Lettere con una tesi sull'editoria femminista degli anni Settanta. Nata a Viterbo, vive a Roma, ha un figlio.
Meloni zittisce Salvini sul voto anticipato. La sinistra spera nella fine legislatura
La maggioranza nega l’ipotesi di un fine corsa prima della scadenza, ma esplode il nervosismo: «Era un avviso alla premier». Il campo largo non è pronto, ma nel Pd c’è chi giudica utile un’accelerazione. Renzi: «A noi conviene lasciarli lì un altro po’»











